lunedì 27 luglio 2015

Io E.T.? E tu?



La notizia: miliardario russo finanzia ricerca per trovare segnali di vita intelligente extra terrestre.

L'osservazione: Di solito non passo dal sistema solare, la pista e' sempre piena di asteroidi e altri detriti che intralciano il cammino. Poi ci sono Giove e Saturno che interferiscono nel sistema di rimbalzo gravitazionale. Ma avevo visto una bella cometa e mi ero distratto attardandomi nella fascia interna degli asteroidi. E qui ho avvertito le prime interferenze, segnali confusi, rimanenze di una certa articolazione dell'energia. Parliamo di bassissime intensità, fuori dalla scala comunemente impiegata nella rete delle comunicazioni interstellari. Ebbene, non senza uno sforzo di concentrazione, riesco ad intendere che l'attività proviene dal terzo pianeta e lo metto a fuoco. In un primo momento fatico a comprendere ciò che percepisco: gli ordini naturali si intrecciano sempre nella manifestazione della vita. Infine si evidenzia l'azione di un animale terrestre che si fa chiamare uomo, umanità nel suo insieme. E non c'è che dire, sul terzo pianeta, detto Terra, ha imbastito un gran lavoro. Abbatte la vegetazione, sposta il corso dei fiumi, scava e brucia, sparge di tutto in aria e in mare con l'obiettivo di ricavarsi mezzi di sopravvivenza. L'aspetto curioso e' che tutto questo gran daffare sta mettendo in pericolo il suo stesso habitat. Immaginate un pianeta che voglia aumentare la propria massa a dismisura per catturare più luce solare: uno snaturamento che condurrebbe alla catastrofe. Gli uomini stanno seguendo lo stesso cammino. Chissà se un giorno su questo pianeta potrà mai sbocciare vita intelligente...
Ora è tempo di riprendere il cammino.

Le domande: prima di cercare vita intelligente non dovremmo accordarci sul significato del termine? Non è restrittivo cercare chi esprime un intelligenza o manifesta un aspetto simile al nostro? E anche in questo caso sapremo riconoscere e rispettare un essere diversamente intelligente? Anche se il suo aspetto o il suo comportamento possono urtare la nostra sensibilità o le nostre abitudini/credenze? Non può essere che, consapevole delle nostre evidenti incapacità e mancanze ad accettare quanto detto sopra, un essere intelligente non terrestre preferisca evitare un incontro con noi? 

La conclusione: se la vita che cerchiamo e' davvero intelligente, difficilmente si farà trovare. Almeno finché non ci riterrà abbastanza intelligenti da comprenderla. Detto ciò, buona fortuna ai cacciatori! Perché è di questo che stiamo parlando, vero?

mercoledì 22 luglio 2015

Intervista esclusiva a Gunther Brodolini



L'antefatto

Sono di fronte ad un incredibile equivoco. Posso dirlo, insieme al riflesso dell'equivoco, mentre ci beviamo una birra seduti al tavolino. In pratica, riflessi compresi, siamo quattro amici al bar. E potrei iniziare un divertente giochino musicale a tema con licenza di Papi e delle chiappe della Silvstedt, ma una maschera di Gino Paoli mi guarda dietro il bancone fingendo di indugiare sulle brioches fossili nella vetrinetta decorata con le mosche dell'Harold Lloyd bar. In tasca, oltre ad un organo che vibra neanche più per lui, ha già pronta una lettera dell'avvocato Prisco piena di fastidiose allusioni su presunte violenze su una tale Luana Copyright. Sinceramente non mi va d'attaccar briga in tribunale. Da quando il giudice Santi Licheri e la sua totale sobrietà ci hanno lasciati per le Haway dello spirito, non c'è alcun gusto. Perciò sollevo la caraffa dove le bollicine caprioleggiano e schiumeggiano e invito l'ospite ectoplasmico a fare altrettanto: l'amico Gunther Brodolini. 


L'oltrefatto

Di seguito la registrazione dell'intercettazione mediatica censurata da Mediapremium.

Sigla d'apertura: Scibidaba del maestro Paguro Martelli eseguita dall'Ottavo puffo.

Buonasera e benvenuti al Palmizio Sostanco Show!

Buonasera, sono lieto di presentarvi, nella magnificenza di un fresco completino oltretombale, stretto e lungo quanto il contenitore celluloidale delle sue avventure, niente meno che: Gunther Brodolini! 
(Applausi) 
Tutti conoscete le sue imprese e le sue evasioni fiscali, i suoi traumi e le sue trame turbolente contenute in un libro che ha fatto storia, e anche un po' di geografia dell'animo. Lui è presente tra noi in via eccezionale, fino a un livello 5 nella scala poltergeist di Brian Yuzna. E perciò approfittando della speciale sintonia del nostro social medium, vorrei interrogarlo nella speranza di sciogliere i tanti misteri (giacobbo suca) che circondano il successo librario del suo avventuroso resoconto.

Caro Brodolini, temo che per cominciare occorra sparecchiare la tovaglia da alcune imposizioni di vecchia posateria, cioè dall'equivoco di genere: concorda con l'analisi dell'onorevole De Michelis che ascrive il libro delle sue avventure ben oltre il guscio bigusto dell'ovetto kinder della narrativa? Ossia, siamo di fronte ad una nuova forma di poesia? E se sì,  l'uso del blank verse è una scelta politica o un risparmio energetico?
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Molto interessante, soprattutto la faccenda degli endecasillabi nascosti con il teorema di Fermat, quello enunciato dalla nota canzone di Ferradini. 
Oltre che poeta in erba, lei non si ritrae dalla posa di imberbe latin lover. Ricordo le sue "vittime": Cartoccio, Ligeia, Bearzot....
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Lo so, Bearzot e' un cane, volevo solo vedere se era ancora in questa dimensione. Eh, eh, eh! Comunque dicevo del suo rapporto con l'altra metà del cielo, quella con buco...dell'ozono.
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Oh, davvero? In effetti questi suoi rimandi dell'edipeo enciclopedico sono fuorvianti. Così come la sua rappresentazione della famiglia, che pare sfondare le barriere tra gli stati vegetali e minerali. Non sembra temere la vis polemica di Adinolfi e del comitato "Mamma, Papà, Bimbi: pasta, gnocchi e torte perfette".
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Capisco. E andando fuori tema, come è finita quella faccenda del lodo De Agostini sulle cartine dell'Umbria bucate all'altezza di Todi?
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Quindi non vuole proprio rivelarci l'ammontare del accordo extragiudiziale. Sa, non vorrei che uscisse su Dagospia con una sparata...ma va bè. Contento lei...
Nella sua opera si riscontra una aperta predilezione per le forme tumorali e le malattie degenerative. Ma un bel raffreddore sugoso le fa così schifo?
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Adesso scusi l'accendino, ma è per la domandina a bruciapelo: lei si ritiene un tipo religioso?
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E quindi don Sturzo....
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Ma Wojtyla invece...
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E questo spiega anche il ruolo del vescovo Shakira. 
Bene, ed ora un piccolo stacco pubblicitario. Ricordiamo che l'intervista esclusiva a Gunther Brodolini e' offerta da Provoloni Regina.

Bentornati alla nostra intervista esclusiva, dopo Rakam, Soldino e Annunci bagnati, con lo splendido Gunther Brodolini e le sue avventure extra dimensionali. Mi dicono dalla regia che dovrebbe alzare un po' la voce. Grazie. 

So che Alessandro Gori, il suo brillante manager, ha già ceduto i diritti per la riduzione cinematografica del libro alla Golden Harvest di Hong Kong. Chi vedrebbe bene nella sua parte?
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Ma Alvaro Vitali non è un po' vecchio? Certo, che se pensiamo a quanti Amleto abbiamo visto con ottuagenari in scena...Le andrebbe bene Moretti o De Sica alla regia?
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Capisco, Silvio Orlando proprio non lo può soffrire. Succedeva anche a me con Gianni Cavina, poi dalle analisi salta fuori sta intolleranza al lambrusco di lampone quando indosso i calzini corti e la cosa infine l'ho risolta. Così. Già....E cosa mi dice di questo clown Cagnacci della Galbusera? Molti lo trovano favoloso. Una specie di nuvoletta fantozziana con la passione dei bucaneve che lo rende un personaggio tragico, squassato da grossa tensione interiore per il conflitto tra marchi concorrenti.   
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Ma sotto sotto un po' di bene glielo vuole. No? Lei crede nell'amicizia?
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Ahahah, fantastica! Un bell'applauso!
(Applauso)

Biafra, Aids, lega del bimbo malato. La beneficenza e' una delle sua benemerite attività. Non è che le avanza qualcosa? Anche una biglia di plastica di Pantani.
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E a sua sorella. È fortunato che non sono riuscito ad avere i negativi del congresso del partito socialdemocratico dell'86. Già, quello della foto del bacio in bocca con l'onorevole Cariglia...

Ora mi dica, i sogni aiutano a vedere cosa c'è dietro l'angolo o è meglio mandare avanti qualcun'altro col cellulare?
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Ahahaha! Bella questa. Sigla!
Ringraziamo e salutiamo il nostro ospite e...scusate, dalla regia mi dicono...ma come? Non si è sentito niente? Niente di niente? Ma biiip! Ma che figura di biiip! Adesso vado in camerino e mi sparo in biiip! 

Fine della trascrizione.

lunedì 20 luglio 2015

La strage della creatività


Al volante, in coda al semaforo. Ho un prurito di fretta che urge di fame e sonno sbocconcellato. Il mio cervello modella il concetto "casa" nelle sue molteplici accoglienze. Davanti a me nell'utilitaria rossa, scorgo un barbogio grigio dai tratti lupeschi marittimi incisi nel carnato cotto. Mi distraggo da me e penso: che pensa? In un attimo ho la risposta. E' un'opera magnifica, colossale: una solenne sinfonia polifonica che gli nasce dentro e cresce, come una pianta di pomodori proiettata in accelerato. 

Non lo canzono, non lo svaluto mica. Anche la giovincella sulla corsia a fianco, nella smart col finestrino abbassato e gli occhiali da sole grandi che le mangiano occhi e guance. Le resta scoperto solo un indomito nasino, impennato in cima a labbra leste che s'arricciano nella fragranza della gioventù. Eppure nella sua testa svagata, ornata di profumose chiome romba una poesia, fervide rime d'amore per una plastificata pop star che mai ha sospettato - e forse meritato - tale potente dedizione. Dietro di me c'è il furgone, un cassonato di ritorno dal mercato con le cassette dell'invenduto. Il motore fa uno strano gorgoglio come la pancia di un cane che ha bevuto troppo. Il barbetta al volante in canottiera blu, ciuffo ribelle con la mano sul cambio, tiene lo sguardo fisso al riquadro di cielo che gli riserva il suo parabrezza e si figura, una per una, le pennellate per riprodurlo vivido come un sipario vaporoso del Tiepolo. 

Un metro più in là, stretta nella sua berlina una signora dalla lunga chioma nera si concede il lusso dell'aria climatizzata. Sul cruscotto c'è un pass ospedaliero che è un valido indizio professionale. Nella sua mente pulsa una combinazione di molecole, quasi fosse un bizzarro giochino fatto con dita ed elastici, un giochino che sta per giungere alla combinazione di un farmaco nuovo, qualcosa che potrebbe rimettere in piedi molti casi disperati. Ma al club dei creativi bussa qualcun'altro. 

Olaf è stanco, non si ferma da 32 ore. La tabella di marcia è rispettata, il suo sonno no. Le palpebre calano e in un lampo mette a fuoco un'equazione che potrebbe essere la base di una nuova geometria non euclidea, buona per l'ingegneria spaziale e la bioedilizia. Ma la rivelazione non dura che un'istante, Olaf viene scosso da un'imperativo: sveglia! Equando li riapre si ritrova in mezzo all'incrocio e riesce soltanto a vedere la targa della prima macchina che esplode sotto il suo bestione. L'ordine di frenare non fa in tempo a raggiungere il ginocchio. Oggi nessun balzo in avanti per l'umanità.