sabato 24 ottobre 2015

Mash, lo spoiler fuori tempo

Mentre il mondo attende - non solo il pianeta nerd - il nuovo episodio di Guerre stellari, Club Zahir vi propone lo spoiler che nessuno si aspetta: l'ultimo episodio di Mash. Un telefilm che nasce dal successo del film di Altman dedicato ai medici sul fronte nella guerra di Corea, una guerra che contrapponeva Rossi comunisti e occidentali capeggiati dagli Usa. La faccenda "ridicola" era che non si poteva parlare di guerra ma di "operazione di polizia", quasi che tra coreani nordisti e sudisti fosse in corso una rissa. Una rissa durata dal 1950 al 1953 con l'intervento dell'Onu e della Cina comunista (precisazione non inutile, visto che ai tempi il governo cinese "ufficiale" era in esilio a Taiwan) e terminata con un accordo che blocco' i contendenti sulla linea del 38 parallelo.

Mash racconta, in ben 256 episodi trasmessi dal 1972 al 1983, la vita quotidiana di un'unità medica mobile (in realtà non mobilissima per costi di set) con toni variabili dalla commedia al dramma. Infatti il dolore e la morte fanno parte delle storie raccontate, così come la disperazione e il senso di impotenza di fronte al tritacarne della guerra. Ma i medici si difendono con sarcasmo e ironia, punzecchiando le false moralità e il granitico sciovinismo stelle e strisce, combattendo la loro quotidiana battaglia contro la più grande follia organizzata dall'uomo, a colpi di scherzi e battute. Non dimentichiamo che mentre andavano in onda le prime puntate la guerra del Vietnam era in corso la guerra del Vietnam e la vena antimilitarista di Mash era a piena ragione una quinta colonna della contestazione a quel conflitto. 

A proposito di morte, Mash fece scalpore alla fine della quarta stagione (undici in totale) per l'episodio conclusivo "Abissynia, Henry" nel quale muore il personaggio del colonnello Henry Blake, il comandante del campo. Una morte raccontata, comunicata per telegramma, giunta di sorpresa dopo che per tutta la puntata ci si era divertiti con le operazioni di commiato per il suo ritorno a casa nei panni di civile. Ebbene a pochi minuti dalla sigla, entra in sala operatoria l'attendente - il tuttofare Radar, tenero soldierboy - ad annunciare che l'aereo sul quale viaggiava il colonnello e' stato abbattuto. Nessun sopravvissuto. Silenzio. Singhiozzi. I medici continuano ad operare feriti. Poi scorre una selezione delle sue situazioni più buffe e singolari di Blake. Ma il sorriso resta amaro perché sai che lui è morto. Una mazzata. Anche vederlo dopo quasi 40 anni mi ha fatto effetto. Era la mia prima visione della puntata perché ai tempi della messa in onda italiana non avevo intercettato questo episodio, sinceramente non so neppure se l'abbiano trasmesso. Infatti l'arrivo del nuovo colonnello Sherman T. Potter e la partenza del dottor Trapper non le ricordavo. Cammin facendo se ne vanno anche il subdolo maggiore Burns e il piccolo Radar, mentre acquistano rilievo Klinger (che smette di vestirsi da donna nel tentativo di fingersi pazzo e ottenere il congedo, e finisce per diventare il segretario della colonnello) e padre Mulcahy. Il quadro si ricompone con l'arrivo di un nuovo amico per Hawkeye (il mitico Alan Alda che oltre a recitare scriverà testi e dirigerà episodi della serie) ossia il gioviale BJ, buontempone della westcoast, e un terzo chirurgo, il sussiegoso bostoniano Winchester III.

"Abissynia, Henry", che è una frase in slang - ci vediamo Henry - lascio' il segno: era la prima volta che un personaggio di una sit-com moriva. Ci rimase male lo stesso attore, abbandono' il set amareggiato senza partecipare alla tradizionale festa di fine produzione. Da notare che soltanto Alda venne informato poco prima delle riprese del finale. Per il pubblico fu uno choc, molti protestarono, ma gli autori sostennero che la morte del colonnello Blake era un modo per ricordare tutti i Blake che non erano tornati a casa.

Ma arriviamo al nostro spoiler. L'ultimo episodio di Mash in realtà è un film per la tivù che racconta gli sviluppi e le prospettive per i personaggi della serie. 
Il colonnello Sherman si dice pronto per la pensione (ma sarà protagonista nella serie After Mash come direttore di un ospedale) e per una nuova luna di miele con la moglie che lo attende da anni. 
Il maggiore Hoolian, alias "hot lips", resterà ovviamente infermiera, ma fuori dalle zone di guerra e probabilmente accanto al padre (tipo molto brusco e freddo, anche se qualche speranza di ravvedimento l'aveva manifestata). 
Padre Mulcahy, che proprio nell'ultimo episodio viene ferito e rischia di perdere l'udito, resterà con i suoi orfani per dedicarsi poi ai bambini con problemi uditivi (ma anche lui finirà riciclato in After Mash). 
Il dottor Winchester, grazie ad una non richiesta raccomandazione del maggiore Houlihan, dirigerà un prestigioso ospedale a Boston (particolarmente crudele con lui la chiusura dell'esperienza coreana: la sua passione per la musica diventa un trauma).
Klinger il fuggitivo, il simpatico travestito in cerca di una via d'uscita dalla divisa e dalla guerra - ironia della sorte - trova moglie coreana e si sposa, ma non può tornare a casa finché i genitori di lei, dispersi tra i profughi, non verranno ritrovati.

Il dottor BJ ovviamente torna dalla adorata moglie e dalla figlioletta a San Francisco e probabilmente lo farà in sella a una moto come un easy rider ante litteram.
 Hawkeye, che ha sofferto di un crollo nervoso ed è stato costretto ad un ricovero coatto in una struttura semi-manicomiale, non anticipa la sua decisione. Dice che starà in giro per un po' e poi vedrà che fare. Ed è infatti con un goodbye e l'ultimo decollo dell'elicottero portaferiti che ha scandito i ritmi degli episodi dell'intera serie, che Mash si congeda dai telespettatori. Le note melodiose della sigla risuonano di una malinconica armonia

venerdì 28 agosto 2015

L'invasione dei SUPPOSTIANI

Dal Dizionario delle invasioni aliene 
Edizioni Sgargianti (1968)

Giunti dall'altro capo della galassia (ovviamente trainati da una troika passata attraverso un buco nero) mirano alla conquista della Terra a colpi di default economico ed esistenziale. Si sono insinuati nella nostra società ad ogni livello: li trovi nei parchi, sul posto di lavoro, dietro il bancone del bar, lanciano proclami dai talk show e ti offrono incredibili offerte per la telefonia mobile. Ti aggrediscono con belle pretese, opere indiscutibili e opinioni che non fanno grinze, mirano al consenso navigato e ai suoi dolci derivati.
Anche se smascherati sono difficilmente afferrabili, sgusciano continuamente dietro le spalle. Non importa quanto abbagliante sia il vostro ragionamento, un Suppostiano riesce sempre ad appiccicarvi la colpa.

Forma di governo: Gran Consiglio dei 12 assenti

Lo zodiaco: 12 figure di merda

Il loro motto: D'altronde, è così ...



sabato 1 agosto 2015

Blob poesia


Nel mezzo del cammin di nostra vita col cuore rotto si stava come d'autunno sugli alberi le foglie. A quest'ora scende la sera nel giardino antico e mentre una rondine ritornava al tetto l'animo fu si come immobile. La dritta via era smarrita, innanzi a una siepe che da tanta vista dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. 
Certo, potrebbe essere peggio: e infatti ecco che piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici, su le meretrici e sui freschi pensieri tra le frasche sciolte. Finché un lampione non s'illumina d'immenso e mi volge verso quel ramo del lago di Como. Verso quelle chiare, fresche dolci acque dove è umana cosa avere compassione degli afflitti. 
Qui all'ombra de' cipressi e dentro l'urbe confortate da un sereno vapor d'ambrosia, son pronto a scacciar i dubbi, numerosi come i sassi della vecchia strada di Trezza. Solo gli stupidi non ne hanno, e su questo non ho dubbi.

lunedì 27 luglio 2015

Io E.T.? E tu?



La notizia: miliardario russo finanzia ricerca per trovare segnali di vita intelligente extra terrestre.

L'osservazione: Di solito non passo dal sistema solare, la pista e' sempre piena di asteroidi e altri detriti che intralciano il cammino. Poi ci sono Giove e Saturno che interferiscono nel sistema di rimbalzo gravitazionale. Ma avevo visto una bella cometa e mi ero distratto attardandomi nella fascia interna degli asteroidi. E qui ho avvertito le prime interferenze, segnali confusi, rimanenze di una certa articolazione dell'energia. Parliamo di bassissime intensità, fuori dalla scala comunemente impiegata nella rete delle comunicazioni interstellari. Ebbene, non senza uno sforzo di concentrazione, riesco ad intendere che l'attività proviene dal terzo pianeta e lo metto a fuoco. In un primo momento fatico a comprendere ciò che percepisco: gli ordini naturali si intrecciano sempre nella manifestazione della vita. Infine si evidenzia l'azione di un animale terrestre che si fa chiamare uomo, umanità nel suo insieme. E non c'è che dire, sul terzo pianeta, detto Terra, ha imbastito un gran lavoro. Abbatte la vegetazione, sposta il corso dei fiumi, scava e brucia, sparge di tutto in aria e in mare con l'obiettivo di ricavarsi mezzi di sopravvivenza. L'aspetto curioso e' che tutto questo gran daffare sta mettendo in pericolo il suo stesso habitat. Immaginate un pianeta che voglia aumentare la propria massa a dismisura per catturare più luce solare: uno snaturamento che condurrebbe alla catastrofe. Gli uomini stanno seguendo lo stesso cammino. Chissà se un giorno su questo pianeta potrà mai sbocciare vita intelligente...
Ora è tempo di riprendere il cammino.

Le domande: prima di cercare vita intelligente non dovremmo accordarci sul significato del termine? Non è restrittivo cercare chi esprime un intelligenza o manifesta un aspetto simile al nostro? E anche in questo caso sapremo riconoscere e rispettare un essere diversamente intelligente? Anche se il suo aspetto o il suo comportamento possono urtare la nostra sensibilità o le nostre abitudini/credenze? Non può essere che, consapevole delle nostre evidenti incapacità e mancanze ad accettare quanto detto sopra, un essere intelligente non terrestre preferisca evitare un incontro con noi? 

La conclusione: se la vita che cerchiamo e' davvero intelligente, difficilmente si farà trovare. Almeno finché non ci riterrà abbastanza intelligenti da comprenderla. Detto ciò, buona fortuna ai cacciatori! Perché è di questo che stiamo parlando, vero?

mercoledì 22 luglio 2015

Intervista esclusiva a Gunther Brodolini



L'antefatto

Sono di fronte ad un incredibile equivoco. Posso dirlo, insieme al riflesso dell'equivoco, mentre ci beviamo una birra seduti al tavolino. In pratica, riflessi compresi, siamo quattro amici al bar. E potrei iniziare un divertente giochino musicale a tema con licenza di Papi e delle chiappe della Silvstedt, ma una maschera di Gino Paoli mi guarda dietro il bancone fingendo di indugiare sulle brioches fossili nella vetrinetta decorata con le mosche dell'Harold Lloyd bar. In tasca, oltre ad un organo che vibra neanche più per lui, ha già pronta una lettera dell'avvocato Prisco piena di fastidiose allusioni su presunte violenze su una tale Luana Copyright. Sinceramente non mi va d'attaccar briga in tribunale. Da quando il giudice Santi Licheri e la sua totale sobrietà ci hanno lasciati per le Haway dello spirito, non c'è alcun gusto. Perciò sollevo la caraffa dove le bollicine caprioleggiano e schiumeggiano e invito l'ospite ectoplasmico a fare altrettanto: l'amico Gunther Brodolini. 


L'oltrefatto

Di seguito la registrazione dell'intercettazione mediatica censurata da Mediapremium.

Sigla d'apertura: Scibidaba del maestro Paguro Martelli eseguita dall'Ottavo puffo.

Buonasera e benvenuti al Palmizio Sostanco Show!

Buonasera, sono lieto di presentarvi, nella magnificenza di un fresco completino oltretombale, stretto e lungo quanto il contenitore celluloidale delle sue avventure, niente meno che: Gunther Brodolini! 
(Applausi) 
Tutti conoscete le sue imprese e le sue evasioni fiscali, i suoi traumi e le sue trame turbolente contenute in un libro che ha fatto storia, e anche un po' di geografia dell'animo. Lui è presente tra noi in via eccezionale, fino a un livello 5 nella scala poltergeist di Brian Yuzna. E perciò approfittando della speciale sintonia del nostro social medium, vorrei interrogarlo nella speranza di sciogliere i tanti misteri (giacobbo suca) che circondano il successo librario del suo avventuroso resoconto.

Caro Brodolini, temo che per cominciare occorra sparecchiare la tovaglia da alcune imposizioni di vecchia posateria, cioè dall'equivoco di genere: concorda con l'analisi dell'onorevole De Michelis che ascrive il libro delle sue avventure ben oltre il guscio bigusto dell'ovetto kinder della narrativa? Ossia, siamo di fronte ad una nuova forma di poesia? E se sì,  l'uso del blank verse è una scelta politica o un risparmio energetico?
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Molto interessante, soprattutto la faccenda degli endecasillabi nascosti con il teorema di Fermat, quello enunciato dalla nota canzone di Ferradini. 
Oltre che poeta in erba, lei non si ritrae dalla posa di imberbe latin lover. Ricordo le sue "vittime": Cartoccio, Ligeia, Bearzot....
.....
Lo so, Bearzot e' un cane, volevo solo vedere se era ancora in questa dimensione. Eh, eh, eh! Comunque dicevo del suo rapporto con l'altra metà del cielo, quella con buco...dell'ozono.
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Oh, davvero? In effetti questi suoi rimandi dell'edipeo enciclopedico sono fuorvianti. Così come la sua rappresentazione della famiglia, che pare sfondare le barriere tra gli stati vegetali e minerali. Non sembra temere la vis polemica di Adinolfi e del comitato "Mamma, Papà, Bimbi: pasta, gnocchi e torte perfette".
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Capisco. E andando fuori tema, come è finita quella faccenda del lodo De Agostini sulle cartine dell'Umbria bucate all'altezza di Todi?
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Quindi non vuole proprio rivelarci l'ammontare del accordo extragiudiziale. Sa, non vorrei che uscisse su Dagospia con una sparata...ma va bè. Contento lei...
Nella sua opera si riscontra una aperta predilezione per le forme tumorali e le malattie degenerative. Ma un bel raffreddore sugoso le fa così schifo?
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Adesso scusi l'accendino, ma è per la domandina a bruciapelo: lei si ritiene un tipo religioso?
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E quindi don Sturzo....
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Ma Wojtyla invece...
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E questo spiega anche il ruolo del vescovo Shakira. 
Bene, ed ora un piccolo stacco pubblicitario. Ricordiamo che l'intervista esclusiva a Gunther Brodolini e' offerta da Provoloni Regina.

Bentornati alla nostra intervista esclusiva, dopo Rakam, Soldino e Annunci bagnati, con lo splendido Gunther Brodolini e le sue avventure extra dimensionali. Mi dicono dalla regia che dovrebbe alzare un po' la voce. Grazie. 

So che Alessandro Gori, il suo brillante manager, ha già ceduto i diritti per la riduzione cinematografica del libro alla Golden Harvest di Hong Kong. Chi vedrebbe bene nella sua parte?
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Ma Alvaro Vitali non è un po' vecchio? Certo, che se pensiamo a quanti Amleto abbiamo visto con ottuagenari in scena...Le andrebbe bene Moretti o De Sica alla regia?
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Capisco, Silvio Orlando proprio non lo può soffrire. Succedeva anche a me con Gianni Cavina, poi dalle analisi salta fuori sta intolleranza al lambrusco di lampone quando indosso i calzini corti e la cosa infine l'ho risolta. Così. Già....E cosa mi dice di questo clown Cagnacci della Galbusera? Molti lo trovano favoloso. Una specie di nuvoletta fantozziana con la passione dei bucaneve che lo rende un personaggio tragico, squassato da grossa tensione interiore per il conflitto tra marchi concorrenti.   
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Ma sotto sotto un po' di bene glielo vuole. No? Lei crede nell'amicizia?
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Ahahah, fantastica! Un bell'applauso!
(Applauso)

Biafra, Aids, lega del bimbo malato. La beneficenza e' una delle sua benemerite attività. Non è che le avanza qualcosa? Anche una biglia di plastica di Pantani.
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E a sua sorella. È fortunato che non sono riuscito ad avere i negativi del congresso del partito socialdemocratico dell'86. Già, quello della foto del bacio in bocca con l'onorevole Cariglia...

Ora mi dica, i sogni aiutano a vedere cosa c'è dietro l'angolo o è meglio mandare avanti qualcun'altro col cellulare?
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Ahahaha! Bella questa. Sigla!
Ringraziamo e salutiamo il nostro ospite e...scusate, dalla regia mi dicono...ma come? Non si è sentito niente? Niente di niente? Ma biiip! Ma che figura di biiip! Adesso vado in camerino e mi sparo in biiip! 

Fine della trascrizione.

lunedì 20 luglio 2015

La strage della creatività


Al volante, in coda al semaforo. Ho un prurito di fretta che urge di fame e sonno sbocconcellato. Il mio cervello modella il concetto "casa" nelle sue molteplici accoglienze. Davanti a me nell'utilitaria rossa, scorgo un barbogio grigio dai tratti lupeschi marittimi incisi nel carnato cotto. Mi distraggo da me e penso: che pensa? In un attimo ho la risposta. E' un'opera magnifica, colossale: una solenne sinfonia polifonica che gli nasce dentro e cresce, come una pianta di pomodori proiettata in accelerato. 

Non lo canzono, non lo svaluto mica. Anche la giovincella sulla corsia a fianco, nella smart col finestrino abbassato e gli occhiali da sole grandi che le mangiano occhi e guance. Le resta scoperto solo un indomito nasino, impennato in cima a labbra leste che s'arricciano nella fragranza della gioventù. Eppure nella sua testa svagata, ornata di profumose chiome romba una poesia, fervide rime d'amore per una plastificata pop star che mai ha sospettato - e forse meritato - tale potente dedizione. Dietro di me c'è il furgone, un cassonato di ritorno dal mercato con le cassette dell'invenduto. Il motore fa uno strano gorgoglio come la pancia di un cane che ha bevuto troppo. Il barbetta al volante in canottiera blu, ciuffo ribelle con la mano sul cambio, tiene lo sguardo fisso al riquadro di cielo che gli riserva il suo parabrezza e si figura, una per una, le pennellate per riprodurlo vivido come un sipario vaporoso del Tiepolo. 

Un metro più in là, stretta nella sua berlina una signora dalla lunga chioma nera si concede il lusso dell'aria climatizzata. Sul cruscotto c'è un pass ospedaliero che è un valido indizio professionale. Nella sua mente pulsa una combinazione di molecole, quasi fosse un bizzarro giochino fatto con dita ed elastici, un giochino che sta per giungere alla combinazione di un farmaco nuovo, qualcosa che potrebbe rimettere in piedi molti casi disperati. Ma al club dei creativi bussa qualcun'altro. 

Olaf è stanco, non si ferma da 32 ore. La tabella di marcia è rispettata, il suo sonno no. Le palpebre calano e in un lampo mette a fuoco un'equazione che potrebbe essere la base di una nuova geometria non euclidea, buona per l'ingegneria spaziale e la bioedilizia. Ma la rivelazione non dura che un'istante, Olaf viene scosso da un'imperativo: sveglia! Equando li riapre si ritrova in mezzo all'incrocio e riesce soltanto a vedere la targa della prima macchina che esplode sotto il suo bestione. L'ordine di frenare non fa in tempo a raggiungere il ginocchio. Oggi nessun balzo in avanti per l'umanità.

giovedì 18 giugno 2015

Emergenza cosmomigranti


A-Normal: E' tornata Astrosamantha.

B-Normal: Embe'? Bella roba! Un'altra da mantenere a sbafo!

A: Scusa?

B: Ma sì, se ne stanno con quei barconi sei mesi nello spazio e poi pretendono di venire qui e avere tutto pronto e spesato: alberghi 5 stelle, connessione Wi-Fi, 35 euro al minuto e montascale Alemagna gratis. Ohe', ma dove siamo? 

A: Ma guarda che lassù è dura, rischiano la vita ogni giorno per fare studi scientifici.

B: Anche qui è dura e ogni giorno ti portano via qualcosa: se non è il governo, è il comune, se non è il CERN, sono i gruppi astrofili. 

A: In effetti gli astrofili danno un po' fastidio: sempre in mezzo alla strada con il naso in su a guardare la luna e le stelle. Cioè, un minimo di decenza!

B: Macché! Ma renditi conto che questi non si vogliono integrare, non gliene frega niente. E noi stiamo qui a pagare la bolletta degli osservatori astronomici!

A: Già... anche io una volta avevo un telescopio per guardare la Luna, ma poi mi sono trovato un lavoro. Adesso c'è poco da star lì a contare i lumini della via lattea...

B: Io non sono razzista, cioè Von Braun finché faceva le V2 lo potevo anche capire, c'era una ragione storica, c'erano gli obiettivi del nazionalsocialismo... ma adesso cosa ci facciamo con tutte queste razzate? Una volta c'erano anche in Italia le leggi razziali, ma le hanno abolite. Solo che abolita la legge, trovato l'inganno: e continuano ad andare su con i razzi di quei Russi astroscafisti. Tutto pagato da noi! E poi questi qui stanno in giro in orbita a spese nostre! Bella la vita a gravità zero!

A: No, però daì. Non sarei così drastico, dopo tutto i cosmonauti vengono da situazioni difficili, allucinanti, dove non c'è democrazia ma programmi di lancio, tabelle di marcia, piani di rientro. E se sgarri muori, se si sgancia un pannello finisci in fondo al cosmo o arrostito dalle radiazioni. 

B: Sì, ma questi qui se la sono cercata loro, mica come i nostri Marò che facevano il loro dovere. Eh? Eh? E i nostri Marò chi li aiuta più?

A: Ma cosa c'entra?

B: Ma certo che c'entra: ci sono italiani che non arrivano alla metà del mese, che rovistano nel pattume per mangiare, gente che si è fatta un mazzo così per una vita e questi astrorazzisti vengono qui e pretendono di essere serviti e riveriti! Solo in Italia uno schifo simile, vorrei vedere io in Svizzera o in Turchia.

A: Potrà anche non piacerti, ma siamo in Europa: ci sono delle leggi, dei trattati da rispettare...

B: Bella roba! Da rispettare quando fa comodo a loro. Con sta storia della moneta unica non ci rimarrà in tasca che una sola monetina.

A: Ah, ah Ah! Stai esagerando. Come nazione abbiamo anche il dovere di mostrare un po' di solidarietà verso questi cosmomigranti: altrimenti che figura ci facciamo col resto del mondo?

B: Facciamo la figura dei pirla!!! Io non sono Legoista e non ho mai votato quelli del Carretto, ma Solventi ha ragione: aiutiamo i cosmonauti a casa loro! E su Bajkonur passiamo con le ruspe!

A: Esagerato!

B: Ah, sì, allora visto che tipiacciono tanto i figli delle stelle, il prossimo carico di Astrosamante portatelo a casa tua!

A: ....?